Survivorship bias: il bias del sopravvissuto
Il survivorship bias, o bias del sopravvissuto, è l’errore di giudicare un intero gruppo solo dai membri che hanno superato un filtro, mentre chi ha fallito non si vede più. Le imprese ancora aperte, i fondi ancora attivi e gli studi pubblicati sembrano migliori dell’insieme da cui provengono. È un errore di selezione che funziona come uno dei bias cognitivi.
Gli aerei della Seconda guerra mondiale: che cosa fece davvero Abraham Wald
Abraham Wald, nato nel 1902 a Kolozsvár (oggi Cluj-Napoca), si addottorò a Vienna e lasciò l’Austria per gli Stati Uniti nel 1938. Durante la guerra lavorò nello Statistical Research Group della Columbia University e sviluppò un metodo per stimare, dai danni sugli aerei rientrati, la probabilità che un colpo in ciascuna zona abbattesse l’aereo.
Il punto: gli aerei colpiti in zone fatali non tornano per essere contati, quindi le zone senza fori sugli aerei rientrati possono essere proprio quelle da proteggere. Secondo Marc Mangel e Francisco Samaniego (1984) i rapporti furono usati nella Seconda guerra mondiale e poi in Corea e in Vietnam. L’aneddoto popolare semplifica statistica tecnica, e il celebre disegno con i punti rossi è un’illustrazione moderna, non di Wald.
Esempi
- Nuove imprese. Delle imprese nate in Italia nel 2015, secondo Eurostat circa il 46% era ancora attivo nel 2020. Gli studenti che hanno lasciato l’università e fondato un colosso sono famosi; chi ha tentato e chiuso no.
- Fondi d’investimento. I fondi chiusi o fusi sono di solito i peggiori. Edwin Elton, Martin Gruber e Christopher Blake (1996) seguirono perciò tutti i fondi esistenti a fine 1976; Burton Malkiel (1995) trovò l’effetto più grande di quanto stimato in precedenza.
- Ricerca pubblicata. Robert Rosenthal lo chiamò nel 1979 il “problema del cassetto”: se gli studi senza risultati significativi restano nel cassetto, le riviste offrono un campione distorto.
- “Una volta si costruiva meglio.” Le case e i mobili antichi rimasti sono quelli fatti per durare; gli altri sono spariti da tempo.
Perché l’errore è così facile
I sopravvissuti sono ciò che vediamo e di cui si parla. Per questo il bias è parente dell’euristica della disponibilità, e il bias del senno di poi fa sembrare inevitabile il percorso dei vincitori. Gli elenchi di abitudini dei geni non provano nulla senza chi aveva le stesse abitudini e non ce l’ha fatta — vale anche per le promesse di aumentare il QI.
Che cosa aiuta
- Contare tutti quelli che sono partiti, non solo chi è arrivato.
- Chiedersi dove sono finiti i fallimenti e perché.
- Confrontare sopravvissuti e non sopravvissuti sul fattore che conta.
- Diffidare dei consigli che vengono solo dai vincitori.
Vedi anche bias di conferma e pensiero critico.
Informazioni su questa pagina
Questa pagina riassume ricerche pubblicate e statistiche ufficiali a scopo informativo; non è una consulenza finanziaria, aziendale o medica. Il test di IQ Revealed è un test online di ragionamento con 40 quesiti originali per adulti dai 18 anni; non misura il bias del sopravvissuto. Approfondisci: come funzionano i test del QI. IQ Revealed non è affiliato ai ricercatori, alle università, alle riviste, agli editori o agli istituti di statistica citati; i nomi servono solo a indicare le fonti. Fonti: Mangel & Samaniego (1984), Elton, Gruber & Blake (1996), Malkiel (1995), Rosenthal (1979), Eurostat, demografia d’impresa.
Domande frequenti sul bias del sopravvissuto
Che cos’è il survivorship bias (bias del sopravvissuto)?
È l’errore di trarre conclusioni solo da ciò che ha superato una selezione, ignorando ciò che è stato scartato. Poiché i fallimenti escono di scena, ciò che resta sembra più riuscito o più solido di quanto fosse il gruppo intero.
Qual è la storia degli aerei della Seconda guerra mondiale?
Lo statistico Abraham Wald, nello Statistical Research Group della Columbia University, sviluppò un metodo per stimare la vulnerabilità degli aerei a partire dai danni su quelli rientrati. I fori sugli aerei tornati mostrano dove un aereo può essere colpito e rientrare comunque; le zone senza danni possono essere quelle fatali. La versione che circola online semplifica rapporti tecnici, e il disegno del bombardiere con i punti rossi è un’illustrazione moderna.
C’è un esempio italiano?
L’impresa: secondo Eurostat, delle imprese nate in Italia nel 2015 circa il 46% era ancora attivo cinque anni dopo. Chi legge solo le storie di successo non vede la maggioranza che ha chiuso.
Come si evita il bias del sopravvissuto?
Chiedersi che cosa manca nei dati e perché. Trovare il gruppo di partenza completo — tutte le imprese aperte, tutti i fondi lanciati, tutti gli studi condotti — e confrontare chi è sopravvissuto con chi no.
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