Self-serving bias: la distorsione a favore del sé
Il self-serving bias (distorsione a favore del sé) è l’abitudine di prendersi il merito dei successi e di dare la colpa degli insuccessi a qualcosa di esterno. Il bel voto è merito dello studio, il brutto voto di un compito ingiusto. È uno dei bias cognitivi meglio documentati.
Che cosa dice la ricerca
Nel 1975 Dale Miller e Michael Ross erano scettici: trovarono qualche prova che le persone si attribuiscono il successo, ma pochissime prove che scarichino la colpa dell’insuccesso, e proposero anche una spiegazione non motivazionale: chi si aspetta di riuscire vive il successo come opera propria. Studi successivi hanno sostenuto la spiegazione motivazionale: nel 1999 W. Keith Campbell e Constantine Sedikides mostrarono con una meta-analisi che la minaccia all’immagine di sé amplifica il bias.
Nel 2004 Amy Mezulis e colleghi analizzarono 266 studi e 503 dimensioni dell’effetto: media 0,96, un effetto grande; circa 1,05 nei campioni statunitensi, 0,70 negli altri campioni occidentali e 0,30 in quelli asiatici. Bambini e anziani mostravano il bias più forte, i campioni con depressione o ansia il più debole.
Uno studio italiano: Trieste e Padova
Maria Rosaria Cadinu, Luciano Arcuri e Renata Kodilja hanno chiesto a 80 partecipanti di svolgere, con l’aiuto di un complice, un compito di formazione di impressioni, seguito da un riscontro fittizio di successo o di insuccesso. Dopo il successo i partecipanti davano più peso a fattori interni (capacità, impegno), dopo l’insuccesso a fattori esterni (il compito, il partner); e si attribuivano una percentuale di responsabilità maggiore in caso di successo. Rivedere la propria prova in video una settimana dopo, cioè guardarsi da osservatori, non ha cambiato in modo significativo queste attribuzioni.
Altri esempi
- Coppie e squadre. Michael Ross e Fiore Sicoly (1979) hanno visto che ciascuno ricorda meglio il proprio contributo e si assume più responsabilità di quanta gliene attribuiscano gli altri.
- Trattative. Linda Babcock e George Loewenstein hanno mostrato che ogni parte giudica equa la propria posizione, e questo blocca le trattative.
- Potere. Joris Lammers e Pascal Burgmer hanno trovato che chi si sente potente si attribuisce di più i successi del gruppo e attribuisce a cause esterne i fallimenti.
Self-serving bias ed errore fondamentale di attribuzione
Con l’errore fondamentale di attribuzione spieghiamo il comportamento altrui con il carattere; con il self-serving bias spieghiamo i nostri successi con noi stessi e gli insuccessi con la situazione. Vedi anche: effetto Dunning-Kruger e dissonanza cognitiva.
Che cosa aiuta
- Scrivere le proprie ragioni prima di conoscere l’esito.
- Chiedersi come si spiegherebbe lo stesso risultato di un collega.
- Elencare, dopo un insuccesso, ciò che dipendeva da noi; dopo un successo, la fortuna.
- Sostenere le ragioni della controparte.
Con i test, decidi prima che cosa conta come misura equa — leggi quanto sono affidabili i test del QI. La stessa abitudine protegge dal bias di conferma.
Informazioni su questa pagina
Questa pagina riassume ricerche pubblicate a scopo informativo; non è una consulenza psicologica, medica o legale, e i dati su depressione e ansia descrivono gruppi, non persone singole. Il test di IQ Revealed è un test online di ragionamento con 40 quesiti originali per adulti dai 18 anni; non misura il self-serving bias. Scopri come funzionano i test del QI. IQ Revealed non è affiliato ai ricercatori, alle università, alle riviste o agli editori citati; i nomi servono solo a indicare le fonti: Miller & Ross (1975), Ross & Sicoly (1979), Campbell & Sedikides (1999), Mezulis et al. (2004), Cadinu, Arcuri & Kodilja (1993).
Domande frequenti sul self-serving bias
Che cos’è il self-serving bias?
Il self-serving bias, in italiano distorsione a favore del sé o bias egoistico, è la tendenza ad attribuire i propri successi a sé stessi — capacità, impegno — e gli insuccessi a fattori esterni come la sfortuna, un compito difficile o altre persone. Una meta-analisi del 2004 su 266 studi lo ha trovato in quasi tutti i campioni esaminati.
Esistono studi italiani sul self-serving bias?
Sì. Maria Rosaria Cadinu, Luciano Arcuri e Renata Kodilja (Università di Trieste e di Padova) hanno dato a 80 partecipanti un riscontro fittizio di successo o di insuccesso: dopo il successo attribuivano più peso a capacità e impegno, dopo l’insuccesso al compito e al partner, e si assegnavano una quota di responsabilità maggiore in caso di successo.
Che differenza c’è con l’errore fondamentale di attribuzione?
L’errore fondamentale di attribuzione riguarda gli altri: spieghiamo il loro comportamento con il carattere e trascuriamo la situazione. Il self-serving bias riguarda noi: il successo dipende da noi, l’insuccesso dalle circostanze.
Come si riduce il self-serving bias?
Scrivi le tue ragioni prima di conoscere l’esito, chiediti come spiegheresti lo stesso risultato ottenuto da un collega, separa ciò che dipendeva da te da ciò che non dipendeva da te e chiedi il parere di qualcuno senza interessi nell’esito.
E tu, a che punto sei?
Il nostro test del QI è gratuito da svolgere e richiede circa 25 minuti. Il rapporto completo — punteggio, percentile e risultati per area — è incluso nell’abbonamento.
Inizia il test del QI