Gli stadi di Piaget: la teoria dello sviluppo cognitivo

Secondo Jean Piaget lo sviluppo cognitivo attraversa quattro stadi: senso-motorio (0–2 anni), preoperatorio (2–7), operatorio concreto (7–11) e operatorio formale (dagli 11–12). Ogni stadio ha un suo modo di ragionare; l'ordine è fisso, il ritmo no. E la teoria è nata da un test d'intelligenza.

Gli stadi di Piaget in tabella

StadioEtà indicativaCome pensa il bambinoTraguardo
Senso-motorio0–2con i sensi e le azioniPermanenza dell'oggetto
Preoperatorio2–7con parole e immagini, senza logica stabileGioco simbolico; egocentrismo
Operatorio concreto7–11con logica, su cose concreteConservazione
Operatorio formaledagli 11–12in modo astratto e ipoteticoRagionare sul possibile

I manuali chiudono il secondo stadio a 6 o a 7 anni. Piaget collocava il pensiero formale tra i 12 e i 15 anni e scriveva che il ritmo varia da bambino a bambino e da cultura a cultura.

L'origine: le risposte sbagliate in un test

Dall'autunno del 1919 Piaget studiò a Parigi. Théodore Simon, coautore con Alfred Binet del primo test d'intelligenza, gli mise a disposizione l'ex laboratorio di Binet in una scuola parigina e gli propose di standardizzare i test di ragionamento di Cyril Burt sui bambini di Parigi. Nella sua autobiografia Piaget racconta che contare successi e insuccessi serviva alla diagnosi, ma che la cosa interessante erano le ragioni degli errori: gli errori dei più piccoli seguivano uno schema, segno di un altro modo di pensare. Per i test di oggi: come funzionano i test del QI.

Schemi, assimilazione e accomodamento

  • Schemi: modelli mentali per ordinare l'esperienza (“quattro zampe e pelo = cane”).
  • Assimilazione: inserire il nuovo in uno schema esistente — il primo gatto viene chiamato “cane”.
  • Accomodamento: modificare lo schema quando non basta più — il gatto diventa una categoria a sé.

I quattro stadi in breve

Senso-motorio: il neonato impara guardando, afferrando, muovendosi; il traguardo è la permanenza dell'oggetto — sapere che una cosa esiste anche se non si vede. Preoperatorio: linguaggio e gioco simbolico (la banana diventa un telefono), ma il ragionamento segue l'apparenza. C'è egocentrismo — fatica ad assumere il punto di vista altrui — e manca la conservazione: travasando l'acqua da un bicchiere basso e largo a uno alto e stretto, il bambino di solito dice che ora ce n'è di più. Operatorio concreto: capisce che la quantità resta uguale, classifica e mette in serie, soprattutto con oggetti concreti. Operatorio formale: l'adolescente formula ipotesi, le verifica in modo sistematico e ragiona sul possibile — la base del ragionamento deduttivo e induttivo.

Stadio e QI non sono la stessa cosa

Lo stadio descrive un modo di pensare tipico di un'età; il QI è un confronto con i coetanei, ed è per questo che il QI medio è 100 a ogni età. Le misure però si incontrano: uno studio pubblicato nel 2021 su tre gruppi di bambini austriaci tra 4 e 10 anni ha trovato una correlazione media di 0,51 tra compiti piagetiani e matrici di Raven, ed entrambi saturavano un fattore comune di intelligenza generale.

Cosa ha cambiato la ricerca successiva

  • I neonati sanno di più, prima: misurando quanto a lungo i lattanti guardano eventi “impossibili”, i ricercatori hanno riportato la permanenza dell'oggetto molto prima — un articolo del 1985 si intitola “Object permanence in five-month-old infants”.
  • Gradini o rampa? Diversi studi sostengono uno sviluppo più continuo di quattro stadi distinti.
  • Il pensiero formale dipende dal campo: Piaget stesso ammise nel 1972 che gli adulti lo applicano secondo attitudini e professione.
  • Difesa: una rassegna del 1996 sostiene che molte critiche nascono da letture errate della teoria.

Piaget e Vygotskij

Un articolo del 2012 trova molte somiglianze e una differenza cruciale: per Piaget lo sviluppo nasce dalla ricostruzione della conoscenza da parte del bambino, per Vygotskij soprattutto dalla trasmissione e dall'influenza sociale.

Note su questa pagina

Questa pagina spiega una teoria psicologica in termini generali. Non è uno strumento per valutare lo sviluppo di un bambino e uno stadio non è una diagnosi; le domande su un bambino specifico vanno rivolte al pediatra o a uno psicologo dell'età evolutiva. Il nostro test è per adulti — per i genitori c'è la guida sul test del QI per bambini.

IQ Revealed non è affiliato, approvato né collegato alla Fondation Jean Piaget o ai ricercatori, università ed editori citati, compreso l'editore delle matrici di Raven. I nomi servono solo a identificare i lavori descritti.

Domande frequenti sugli stadi di Piaget

Quali sono i 4 stadi di Piaget?

Lo stadio senso-motorio (dalla nascita ai 2 anni circa), preoperatorio (circa 2–7), operatorio concreto (circa 7–11) e operatorio formale (dagli 11–12 anni circa). L'ordine è lo stesso per tutti i bambini; le età sono indicative.

Che cosa dice la teoria di Piaget?

Che il bambino non è un adulto che sa meno: pensa in modo diverso e costruisce da sé la conoscenza agendo sul mondo. Questa costruzione passa per quattro stadi, ognuno con un proprio tipo di ragionamento.

Qual è la differenza tra Piaget e Vygotskij?

Entrambi vedevano il bambino come attivo e hanno più somiglianze di quanto si dica. La differenza decisiva riguarda il motore dello sviluppo: per Piaget la trasformazione e ricostruzione della conoscenza da parte del bambino, anche nello scambio tra pari; per Vygotskij la trasmissione e l'influenza sociale.

Uno stadio di Piaget equivale al QI?

No. Lo stadio descrive il tipo di ragionamento tipico di un'età; il QI confronta una persona con i coetanei. Le due misure però si sovrappongono: in uno studio su bambini austriaci tra 4 e 10 anni la correlazione media tra compiti piagetiani e QI è stata 0,51.

Cosa misura il nostro test

Il nostro test del QI è per adulti dai 18 anni e misura il ragionamento; non valuta bambini né stadi di sviluppo. Fare il test è gratuito; il report completo, con punteggio e percentile, è incluso nell'abbonamento.

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